Logistica

DOVE COSTRUISCO IL MIO MAGAZZINO?

da Gian Schiava

Marzo 2017

Come e perché il panorama della logistica europea sta cambiando

Prima di decidere come dare forma a un’attività di movimentazione
di materiali, le aziende devono considerare dove costruire il nuovo
magazzino. L’e-commerce ha rivoluzionato il gioco, mentre le catene di
distribuzione e i mercati stanno subendo delle profonde modifiche.

Gian Schiava esamina diversi sondaggi recenti e ci aiuta a scoprire i
migliori punti caldi per la logistica in Europa.

La scelta dell’ubicazione di un magazzino è già difficile se l’azienda opera solo in una nazione. In alcuni casi la società decide di operare con depositi regionali serviti da un centro di distribuzione nazionale. Altri possono preferire l’uso di un unico grande centro di distribuzione.

Queste decisioni sono influenzate, ad esempio, dalla gamma di prodotti, dall’infrastruttura, dalla crescita attesa, dalle normative edilizie locali e, naturalmente, dai costi e dalla
disponibilità degli immobili. Dopotutto non molti possono permettersi di costruire un magazzino completamente nuovo. L’alternativa è di appaltare a un fornitore terzo di servizi
logistici che può eseguire molte delle attività, inclusi l’ordine di magazzino e la fatturazione.

Anche nel caso in cui un’azienda operi soltanto a livello nazionale è molto probabile che importi merci, che possono essere impiegate nel processo di produzione o fare
semplicemente parte dell’offerta generale di prodotti. Di conseguenza, è necessario considerare la vicinanza a porti o aeroporti e il modo in cui le merci possono essere trasportate facilmente (su rotaia, su gomma o in aereo) fino al magazzino.

Le aziende che operano in diversi paesi europei devono tenere conto di più problemi. Dove sono i luoghi migliori per stabilire il nuovo magazzino se si opera in tutta Europa? Quali sono i fattori chiave che influiscono su questa scelta? Diamo un’occhiata ai rapporti e alle pubblicazioni di alcune recenti ricerche.

 

I luoghi più desiderati d’Europa

Un sondaggio del 2016 del fornitore di immobili Prologis, in collaborazione con il fornitore di business intelligence Eyefortransport (EFT), ci fornisce una panoramica dei siti per la logistica più richiesti in Europa:

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Top 10 in Europa

Apparentemente la desiderabilità di un luogo è influenzata soprattutto da: 1) vicinanza a reti economiche e accesso strategico ai trasporti; 2) vicinanza ai clienti e 3) disponibilità e flessibilità della manodopera. La figura 1 mostra una “mappa di calore” indicante il livello di attività. Data la presenza dei porti di Anversa e di Rotterdam, non dovrebbe sorprendere che i Paesi Bassi e il Belgio siano ancora in testa, ma è anche evidente che l’Europa centrale
e dell’Est sta colmando rapidamente il divario. Inoltre, grazie alla vicinanza a popolazioni numerose e benestanti, la posizione dell’Ile-de-France e di località tedesche chiave come Francoforte è ancora buona.

Il sondaggio spiega che la necessità di bilanciare i costi di stoccaggio e di trasporto continua a essere la difficoltà maggiore. È questo uno dei motivi per cui i proprietari di magazzini si aspettano che le aziende continuino a consolidare le attività. Per dirla in parole povere, le reti di distribuzione europee prenderanno sempre di più il posto delle reti locali o nazionali.

I fattori del cambiamento sono le aspettative e gli sviluppi (outsourcing!) economici generali o persino eventi che stravolgono lo scenario mondiale come la Brexit o l’elezione di Trump. Ma a livello microeconomico vediamo fattori come i prezzi dei carburanti, la disponibilità di personale e i salari locali.

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Una mappa che mostra le ubicazioni europee più importanti

Per dirla in parole povere, le reti di distribuzione europee prenderanno sempre di più il posto delle reti locali o nazionali.

I rapporti della rivista olandese Supply Chain Movement (SCM) mostrano delle similitudini con le conclusioni di Prologis. Essi evidenziano anche la forte crescita economica nell’Europa dell’Est.

Tale successo è solo parzialmente spiegato dai bassi salari. Mentre sembra essere più significativo il maggiore flusso di merci dall’Asia, che ora viaggia per il Mar Nero o, via terra, tramite la ferrovia transiberiana, supportando quindi la nascita di nuovi hub logistici in Europa Centrale.

Inoltre, il PIL (Prodotto Interno Lordo) in rapida crescita di questa regione sta spingendo la domanda di beni di consumo, che possono anche arrivare da porti marittimi in veloce espansione come San Pietroburgo sul Mar Baltico e Novorossiysk sul Mar Nero. Infine, SCM riferisce della notevole crescita di Valencia, Malta e Istanbul.

Cosa c’è nell’aria?

La tendenza al consolidamento potrebbe influire sulle dimensioni del magazzino stesso. Se aumenta la domanda di strutture distributive moderne ed efficienti, probabilmente
assisteremo alla crescita di magazzini più alti. Secondo CBRE, società americana specializzata in immobili, possiamo aspettarci una svolta nei magazzini verticali e multi-piano in Europa.
La prima spiegazione non sorprende: disponibilità limitata e/o prezzi elevati dei terreni. Tuttavia, questo è un aspetto presente da decenni in Europa. Ma oggi tale fattore si
combina con il ruolo crescente dell’approntamento degli ordini all’interno del magazzino.

Il canale dell’e-commerce ha abbreviato notevolmente il processo di approntamento degli ordini e ha trasformato il magazzino in una fabbrica produttiva. Dato che i costi di
approntamento degli ordini sono generalmente elevati, le aziende devono sfruttare al massimo tale processo. Nastri trasportatori, etichettatrici, confezionatrici e software per il controllo degli stock: tutto contribuisce alla velocità del processo. Ma i veri guadagni si ottengono quando cerchiamo la produttività nell’altezza.

Le configurazioni strette delle corsie consentono una maggiore capacità di stoccaggio per metro quadrato e i carrelli elevatori ad asse retrattile o i carrelli elevatori a grandi altezze (man-up) stanno sostituendo i carrelli più tradizionali. L’altra opzione, cioè la costruzione di più piani all’interno di un edificio esistente, spesso è più concentrata su merci più piccole in sistemi di scaffalature combinati con soluzioni di nastri trasportatori o sollevatori.

CBRE indica anche la tendenza verso la logistica urbana, uno sviluppo che vede la collocazione dei siti all’interno e intorno alle città. In caso di elevata densità e numerosità
della popolazione, le operazioni logistiche si trovano a lottare sempre di più per completare il “last mile”. I consumatori potrebbero essere serviti meglio con siti logistici verticali situati alla periferia della conurbazione. Se ben collocati, i siti altamente automatizzati aiuteranno a superare le difficoltà di accessibilità e di tempi ristretti.

 

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Il carrello elevatore Cat® NR14-25N2 è ideale per le corsie strette del magazzino moderno

Le configurazioni strette delle corsie consentono una maggiore capacità di stoccaggio per metro quadrato e i carrelli elevatori ad asse retrattile o i carrelli elevatori a grandi altezze (man-up) stanno sostituendo i carrelli più tradizionali.

Sempre diverso

Il panorama della logistica europea è sempre stato dinamico, ma i recenti sviluppi economici potrebbero avere accelerato il passo. Gli hub logistici stanno nascendo in luoghi che consideravamo sottosviluppati appena una decina di anni fa e ciò porterà lavoro e prosperità a tali regioni. I forti hub tradizionali dovranno reinventare loro stessi e i loro corridoi per far
sì che la loro ragione di esistere non svanisca.

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